lunedì 28 marzo 2011

Il Tg dei ragazzi … Il mondo visto dagli alunni



Noi alunni della classe prima e seconda A dell’Istituto “Sforza” di Palagiano, sede di Palagianello, abbiamo partecipato al progetto “Tg dei ragazzi”,
la cui finalità laboratoriale è stata quella di avvicinare noi ragazzi al mondo dell’informazione, in quanto contenitore e trasmettitore di conoscenza, ma anche in quanto ambito lavorativo ricco di opportunità.

A noi alunni è stata data la possibilità di reperire “l’informazione” sia dalle agenzie di stampa internazionali, sia dalle più piccole realtà dell’informazione locale, così come direttamente fino ad arrivare alla sua elaborazione mediante la composizione di “pezzi giornalistici” per la costruzione delle puntate di un Tg per ragazzi. Il tutto è avvenuto in un clima di collaborazione costruttiva in cui ognuno ha contribuito, con le proprie idee e conoscenze, in modo significativo.

Noi alunni, divisi in gruppi, settimanalmente, dopo la ricerca sui quotidiani, abbiamo scelto del materiale da adoperare e il taglio da dare all’articolo, dopo ciò abbiamo composto un pezzo vero e proprio da inserire come servizio nella puntata del Tg dei ragazzi, seguendo lo schema tradizionale dello stile giornalistico. Con la professoressa di italiano, Rosalba Pansini, abbiamo rivisto il materiale e preso le decisioni opportune da adoperare in base alle scelte del materiale, al taglio da dare, allo stile espressivo.



Le lezioni si sono svolte nell’aula multimediale della sede di Palagianello del nostro Istituto. Per noi giovani, spesso il telegiornale è l’unica fonte di informazione; adesso, però, abbiamo capito che così non è ed abbiamo cercato di capire come funzioni il meccanismo alla base dell’informazione e quali e quanti criteri regolano cosa, ad esempio, deve essere mandato in onda e cosa no.

E’ stata molto interessante e utile la presenza di una giornalista, la prof.ssa Antonella Ricciardi, che durante un incontro ci ha parlato del lavoro del giornalista e ci ha aiutati a redigere al meglio un articolo, dandoci dei consigli utili per scrivere un buon articolo, che possa attirare l’attenzione del lettore. Questo progetto ci ha permesso di interpretare meglio la realtà nella quale viviamo e di capire quello che succede … oltre le parole dei mezzi di comunicazione.

Gli studenti della 1^ e 2^ A dell’Istituto “Sforza”

giovedì 3 febbraio 2011

Una bella idea !

 
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sabato 29 gennaio 2011

Orientamento


Palagiano, lunedì 31 gennaio 2011
ore 18,00
Aula Consiliare “Casa delle Culture”
Incontro pubblico per la presentazione della
Nuova Sede dell’Istituto a Palagiano e per
informare sull’ampia offerta formativa dello “Sforza”
Intervengono:
- Prof. Vito Giuseppe LEOPARDO, Dirigente Scolastico Reggente IISS Sforza
- Dott. Rocco RESSA, Sindaco di Palagiano
- Dott. Costanzo CARRIERI, Assessore Provinciale Lavori Pubblici
- Prof. Carmine MONTEMURRO, Consigliere Amministrazione Provinciale
- Ing. Giuseppe LIACI, Direttore dei Lavori Nuovo Istituto
- Arch. Roberto DI GIACINTO, Dirigente Ufficio Tecnico Provincia Taranto
TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE

venerdì 28 gennaio 2011

L'Istituto Sforza presenta la nuova sede e l'offerta formativa

Ressa: “Ce l’abbiamo fatta!”. Carrieri: “Diamo più Forza allo Sforza”
Da sinistra: Leopardo, Montemurro, Carrieri, Pinto, Ressa


Presenti Rocco Ressa, Sindaco di Palagiano, Costanzo Carrieri, assessore provinciale ai Lavori Pubblici, i consiglieri provinciali Carmine Montemurro e Luigi Pinto, il Dirigente Scolastico Reggente dell’Istituto “G. M. Sforza”, Vito Leopardo, ha illustrato l’offerta formativa della scuola, e presentato la nuova struttura che ospiterà l’Istituto. Dopo aver ricordato di essere stato uno dei primi alunni dell’Istituto per Geometri, e aver ringraziato gli allora consiglieri provinciali Sandro Caputo e Francesco Schiavone, i primi a battersi per una nuova sede, Ressa ha dato atto all’amministrazione provinciale di aver risolto i problemi tecnici, burocratici e amministrativi, che impedivano il completamento di questa struttura, una risposta ai giovani studenti del territorio, ma anche un punto di riferimento formativo e culturale per Palagiano. “Occorre valorizzare questo splendido risultato, ha poi proseguito. La nuova scuola non va presentata solo ai giovani, ma anche alle famiglie. Non vorremmo correre il rischio di avere una bella struttura, e per l’anno scolastico 2011 un calo di iscritti, fermo restando la facoltà di scegliere l’istituto verso cui uno si sente portato, ma dove si scegliessero le materie che noi offriamo, sarebbe un dovere, per giovani e famiglie di Palagiano, utilizzare ed arricchire questa struttura che tra poco la Provincia metterà a disposizione. Bisogna far conoscere questa scuola anche fuori del nostro paese. Ce l’abbiamo fatta!”. Carrieri inizia il suo intervento con uno slogan: “Diamo più Forza allo Sforza”. “Abbiamo superato difficoltà enormi, ha poi sostenuto, ma siamo in dirittura di arrivo. Non abbiamo fatto miracoli, abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere. Palagiano deve vivere profondamente questo evento, non solo come un momento di celebrazione, ma come un momento essenziale di quello che può essere il percorso formativo dei giovani, soprattutto nel momento in cui si prevede una valorizzazione degli istituti professionali. Questi risultati servono anche per avvicinare la gente alla politica ed alle istituzioni. Un merito particolare va riconosciuto al Preside, che con la sua serenità, con la sua calma, unita ad una ferma determinazione, riesce ad ottenere grandi obiettivi”.


 
Montemurro ha poi parlato di un “risultato positivo non solo per Palagiano, ma anche per il territorio, e questa è una logica vincente”, mentre Pinto ha ricordato anche altri risultati raggiunti, come il liceo a Mottola e a Massafra. Dopo aver commentato alcuni dati riguardanti la forte richiesta di tecnici da parte delle imprese (214.000 nel 2009, 236.000 nel 2010, mentre l’offerta di Istituti Tecnici e Professionali nel 2010 è stata di 126.000 diplomati, con un divario quindi di 110mila posti), Leopardo ha parlato della riforma Moratti per la scuola superiore, che avrebbe dovuto partorire una serie di licei, con l’aspetto culturale prevalente su quello tecnico e formativo. “C’è poi stata una inversione ad u, ha proseguito, perché il mondo produttivo si è ribellato, mettendo in evidenza il bisogno di tecnici veramente preparati, gente capace di applicare le tecnologie, capace di migliorarle nel fare, nell’operativo, e da qui l’invito a cambiare direzione. Questo invito è però arrivato un pò tardi, e l’opinione pubblica ha colto il messaggio che i licei siano le uniche vere scuole, capaci di dare una prospettiva di crescita e di inserimento nel mondo del lavoro, e questo sta portando a dei guasti”. Su sollecitazione dell’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Elisabetta Di Sarno, Carrieri ha specificato che “ogni appalto ha i suoi tempi contrattuali, la scadenza è il 31 marzo, per cui prevediamo che entro il mese di aprile le opere saranno ultimate completamente. Le richieste agli enti preposti per i vari allacciamenti, è stata già fatta, per cui presumibilmente tra collaudo e allacciamenti, per giugno saremo nella condizione di avere la completezza di tutte le cose, e l’Istituto potrà trasferirsi materialmente”.

Giuseppe Favale

mercoledì 12 gennaio 2011

Un nostro cortometraggio vince a CORTOLANDRIA


Terza edizione
CORTOLANDRIA
festival internazionale

 Luigi Mitolo
Luigi Mitolo
 

 
 

Premio Paola Chicco, dedicato alla insegnante andriese e studiosa di dialetti, proverbi e tradizioni locali, assegnato al cortometraggio:

Addoascì, regia di Luigi Mitolo, Istituto “Giovanni Maria Sforza” di Palagianello (Ta).

Motivazione: Accattivante, divertente e musicale a cominciare dal titolo, Addoascì interpreta in pieno lo spirito del festival e del Premio Paola Chicco che la direzione artistica e la giuria assegna a lavori che si distinguono in maniera particolare per la ricerca del linguaggio e delle tradizioni a esso collegate.

Puoi vedere il video completo cliccando sul link seguente:

http://tpress-emma.blogspot.it/2012/05/mygiffoni-2012-addoasci.html#!/2012/05/mygiffoni-2012-addoasci.html

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2011, in un piccolo paesino della prov. di Taranto, una pseudo-medium riporta in vita, per sbaglio, Giacomo Leopardi. Scambiato per un alunno fannullone, è costretto a frequentare la scuola tra insulti e sfottò dei suoi compagni che lo deridono per via del suo accento e dell'aspetto fisico. Sconsolato, depresso ed innamorato di una ragazza della sua classe, si lascia consigliare dal suo compagno di banco. Questi prende a cuore la sua situazione, lo aiuta a mettere da parte il suo pessimismo ed a farlo omologare agli altri, senza però fargli perdere la sua "originalità".

lunedì 20 dicembre 2010

Sagra del Mandarino 2010

 
 
19.12.2010 - Stand dell'Istituro Sforza con il Mondelli alla XXI Edizione della "Sagra del Mandarino" a Palagiano -
 
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martedì 23 novembre 2010

“Il mio viaggio con te – Una vita che continua”


 
Da una storia di morte e di dolore, una storia d’amore - Foto e Video
 
Dedicato “A tutte le Mamme che, come me, hanno ‘perso’ un figlio”, il libro “Il mio viaggio con te – Una vita che continua”, presentato nell’Auditorium del Comune di Palagiano, scritto da Raffaella Errico, madre di un ragazzo, Tommaso Cantore, scomparso in un incidente stradale. “Ognuno di noi, ha detto l’autrice, nella vita porta avanti qualcosa, ma a volte non sappiamo il perché quando ci accadono queste cose, e dobbiamo imparare a dar loro un significato. Io l’ho fatto. Parlo della ‘perdita’ di mio figlio, perchè non uso la parola morte, non dico vado al cimitero, dico vado a trovare Tommaso, e quello è per me un luogo di serenità, dove rimango accanto a lui, e lui capisce tutti i miei pensieri, anche se lui è sempre con me. Quando l’ho perso, credevo che la mia vita fosse finita: come faccio senza di lui? ma poi ho capito una cosa importante, che non posso e non devo continuare a vivere senza di lui, devo continuare a vivere con lui. Ho quindi cercato tutti i suoi ricordi, quelli che ha lasciato nei suoi brevi diciotto anni a me, a mio marito, e a mia figlia Maria Teresa. Cominciai a scrivere sul suo quaderno, con la sua penna, me ne andavo nella sua stanza di nascosto, eravamo solo io e lui, sentivo Dio molto vicino a me. Non mi sono mai sentita abbandonata da Tommaso, non ci siamo mai lasciati”. Ha spiegato che “il viaggio”, presente nel titolo del libro, “lo faccio con Tommaso, quando l’ho perso, un viaggio diverso, pieno di emozioni. Le due mani della copertina, rappresentano la sua che prende la mia, e mi dice di non aver paura”. Chiarisce poi che la frase di apertura del libro, “La vita è bella, bisogna saperla vivere”, l’ha detta il figlio in sogno ad una persona, “è lui che dice ‘mamma, la vita è bella, continua a vivere, continua a farlo per me’”. Maria Grazia Mellone, consigliera incaricata alla Cultura, ha evidenziato che l’autrice “ha avuto la capacità di trasformare una storia di dolore, una storia di morte, in una storia d’amore e di vita. Raffaella non si è arresa, e ha fatto una scelta molto coraggiosa. Lei e suo marito hanno donato la vita a suo figlio, e poi è stata capace di un dono più grande, mantenere ancora di più questo legame dopo la morte fisica, permettendo a suo figlio di andare oltre la morte, e permettendo a Tommaso di vivere pienamente nella vita di tanti giovani, che cogliendo i messaggi della storia di vita di Tommaso, li traducono in vita, facendolo vivere concretamente nella loro vita”. “Tutte le morti, ha poi detto il Sindaco di Palagiano Rocco Ressa, specie quelle dei giovani, in qualunque modo essi abbiano perso la vita, per non essere morti inutili devono essere morti che ci fanno entrare in noi stessi, in un percorso di crescita. Il libro è l’esperienza di una donna che è madre, ci fa capire la sua forza e il suo coraggio, che pur vivendo questo terribile dramma, è capace di dare speranza. L’esperienza e la speranza di Raffaella, credo che sia un voler dare stimolo e speranza a tutti i giovani che la vita non la perdono per un incidente, ma che la vita la perdono perché vanno dietro a chimere, a falsi valori, perché non riescono a dare valore e senso alla propria vita. Non dobbiamo mai stancarci di raccontare la bellezza della vita, il suo valore sacro, i valori della solidarietà e della condivisione, della giustizia e della solidarietà, e in questo modo facciamo vivere Tommaso, aiutando gli altri giovani a ritrovare una strada e a non perdersi”. Per Elisabetta Di Sarno, assessore alla Pubblica Istruzione, “il libro di Raffaella non è un messaggio di morte, ma un messaggio di vita, è uno strumento di consolazione per tutte quelle mamme che si trovano nella sua stessa condizione. Questo libro è un invito alla speranza, perché ci fa entrare in un percorso che vuole essere una liberazione dalla morte, una liberazione psicologica, morale, e religiosa. La fede l’ha aiutata tantissimo, perché dopo questo momento così crudele, si è rimboccata le maniche e ha detto che non si deve solo piangere. Ha cominciato a lavorare per gli altri in maniera ancora più grandiosa rispetto a quello che aveva fatto prima, buttandosi a capofitto nelle attività parrocchiali, ed ha profuso un amore veramente grande, quell’amore che è capace di fasciare il cuore, di accarezzare le ferite, si è prodigata nell’incoraggiamento delle persone sole”.

Erano presenti anche Angelo Montemurro, Patrizia Rollo, e Nicola Scaligina, docenti dell’Istituto Sforza, frequentato da Tommaso.


All’alunna Valentina Palmisano, la Prima Borsa di Studio “Tommaso Cantore”, “per essersi distinta per impegno, profitto e valori morali”.
Il ricavato del libro sarà devoluto ad una associazione di cui fa parte l’autrice, “Movimento Shalom”, per creare un centro maternità in Burkina Faso.
 
Si legge, in una delle pagine del libro:
“Dio aveva posto al mio fianco degli ‘angeli’, che percorrevano con me un cammino non semplice da comprendere, ma non difficile per chi crede veramente. Insieme a loro trovavo delle risposte a tutto quello che mi accadeva, ed ogni volta scoprivamo quel meraviglioso Mistero che sentivo appartenere a noi, con totale naturalezza. Non avevamo dubbi, i segnali di mio figlio erano tanti, erano la conferma alle mie risposte. Lui sapeva quando farsi sentire, ed io ero sempre pronta ad accoglierlo. Un giorno, mentre percorrevo la strada per andare da lui, quasi arrivata, squillò il mio cellulare; credevo fosse mia sorella, che mi chiamava tutte le mattine per avvisarmi che era già arrivata lì, ma…apro il telefono e…che splendida sorpresa! Non riuscivo a credere a quello che vedevo! C’era il nome di ‘Tommasino’ (ndr. Chiamava così suo figlio per distinguerlo, nella rubrica, dai nipoti con lo stesso nome). Come poteva accadere una cosa simile? Eppure è successo, mi ha fatto uno squillo, mi ha fatto capire che mi aspettava, correvo per arrivare da lui, e piangevo dalla grande gioia, ero presa da un forte entusiasmo, era qualcosa di troppo grande per me, eppure era vero, lui era lì con me, voleva dimostrarmi che è vivo, che mi segue. Avrei voluto abbracciarlo e stringerlo forte a me, per ringraziarlo di quel grande gesto d’amore…sono arrivata da lui, ho guardato la sua foto, poi ho chiuso gli occhi e…Mi sono sentita avvolta nel suo abbraccio, ero piena d’amore per lui”.

Giuseppe Favale

Il video al seguente link:

http://www.palagianonline.it/paese/index.php?option=com_content&view=article&id=3683:il-mio-viaggio-con-te-una-vita-che-continua&catid=71:iniziative-sociali&Itemid=40

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